Raccontare Storie per curare l’anima

Sovente associamo la parola “Storie” a qualcosa di futile, legato alla scuola, o nelle peggiori delle ipotesi, all’atto di mentire.

Affermazioni come “le storie sono solo per bambini”,

“le storie sono un pretesto per raccontare bugie” o esclamazioni quali “quante storie racconti!” non rendono giustizia ad un atto, quello del Narrare, utile e necessario per tutti noi, soprattutto in momenti di fragilità collettiva.

Le Storie rappresentano un salvagente sociale, un collante imprescindibile per l’umanità intera, che le usa da secoli  per raccontare esperienze di vita vissuta.

 Un modo per curare cicatrici profonde, per far riemergere emozioni sopite, per riempire il cuore di gioia, oppure vomitare tutta l’amarezza di una vita piena di dolore.

Le storie sono una moltitudine di eventi che si susseguono, e che se messi insieme, creano racconti che si intersecano tra loro.

Stringere la moca per preparare il caffè del mattino, guardarsi allo specchio prima di uscire, pettinarsi i capelli, fare la spesa, salutare il vicino, ascoltare la  musica in metro, ecco che tutto questo diventa una storia.

La quotidianità crea il nostro cammino, mentre le decisioni prese e le emozioni vissute, diventano  il nutrimento per i nostri racconti.

Le storie poi sono di tutti, in fondo basta ascoltarle per rendersene conto, sono percorsi fatti di necessità comuni.

Infine, ma non per importanza, sono la “medicina” per curare i malanni della vita, come la solitudine, l’emarginazione ed il tempo che scorre.

Riescono a farlo, perché se messe assieme, creano qualcosa di speciale ed irripetibile, una Memoria Collettiva che ci rende unicamente connessi.